“La parola ai morti” di Philippe Boxho. Novità in libreria
- Tiziana Viganò
- 6 mar
- Tempo di lettura: 3 min
TRA PRATICA MEDICA E INCHIESTA POLIZIESCA,
UN LIBRO IN CUI L’APPARENZA INGANNA E LA REALTÀ SEMBRA FANTASIA.
STORIE TUTTE VERE, RACCOLTE IN PIÙ DI 3.000 AUTOPSIE.
IL MEDICO LEGALE PHILIPPE BOXHO CI SVELA
IN CHE MODO I CADAVERI POSSANO ANCORA PARLARCI: BASTA SOLO SAPERLI ASCOLTARE.
«Philippe Boxho risponde al desiderio di conoscere la morte e, allo stesso tempo, dice molto sulla vita.
Racconta storie vere con rigore, erudizione e la necessaria dose di umorismo». Le Monde
«Le storie raccontate dal medico legale belga Philippe Boxho spiegano perché i suoi libri sono in cima a tutte le classifiche francesi: sono macabre ma anche cupamente comiche e, soprattutto, vere».The Guardian

“Questo libro nasce dal desiderio di raccontare la vita del medico legale, che è il mio mestiere da più di trent’anni.
Se pensate di conoscere questa professione attraverso serie tv e romanzi polizieschi, vi devo dire che queste spesso sono poco realistiche. Ho scelto di presentarvi situazioni che appartengono alla pratica forense e vi racconterò i suicidi
più fantasiosi, omicidi mascherati da incidenti, accesi dibattiti in corte d’assise e alcune insolite scene legate a particolari sinistri. Ho deciso inoltre di non riportare le vicende in tono tragico: quella del medico legale non è una professione triste, come avrete modo di vedere. Non stupitevi quindi se ricorro all’ironia. Le circostanze di alcune
morti possono essere divertenti, ma i morti in sé non lo sono affatto. Tutte le storie che leggerete sono vere, nel senso che sono vere le conclusioni medico-legali, ma le ho romanzate nella forma, per renderle più piacevoli da leggere rispetto ai semplici resoconti forensi. Del resto, non c’è bisogno di ricorrere alla fiction: la realtà è sufficiente, tanto è selvaggia l’immaginazione umana quando si tratta di morire, uccidere o far sparire un corpo.”
Quella del medico legale è una professione affascinante, che richiede rigore ma anche una sensibilità fuori dal comune, perché spesso un corpo senza vita è l’unico testimone di una verità che non può essere conosciuta altrimenti. Con il bisturi in mano, chi effettua un'autopsia esegue un'indagine vera e propria, portando alla luce i misteri che i morti nascondono. Ogni livido, ogni frattura, ogni segno sulla pelle racconta una storia: un omicidio, un suicidio, una morte naturale. E ogni caso è diverso, ogni corpo è un puzzle da ricomporre, una narrazione da riscrivere. In questo libro, Philippe Boxho, medico legale da oltre trent'anni, ci racconta di un mestiere che richiede pazienza, precisione e determinazione, perché ogni piccolo dettaglio può fare la differenza. Attraverso esempi concreti, tratti dalla sua esperienza tra la scena del crimine e la sala autoptica, l’autore riesce a trasformare ogni storia professionale in un racconto avvincente. Caso editoriale, con un milione di copie vendute in Francia e in Belgio, La parola ai morti ci svela in che modo i cadaveri possano ancora parlarci. Basta solo saperli ascoltare.
PHILIPPE BOXHO è un medico legale e criminologo belga, autore di libri di successo. Professore di
Medicina legale, presidente del Centre Hospitalier Universitaire di Liegi, dirige dal 2001 l’Istituto di
Medicina legale dell’Università di Liegi. La parola ai morti, il suo libro d’esordio, è stato acquistato
da venti editori internazionali e le sue vendite complessive in lingua francese hanno raggiunto un
milione di copie.
Philippe Boxho
LA PAROLA AI MORTI Indagini di un medico legale
genere: saggio
editore: Ponte alle Grazie, 2025
Pagine: 240
In libreria dall’11 Marzo